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sabato 22 aprile 2017

Fragole e rosmarino in sfoglia








Riapro la cucina di Profumo di Broccoli dopo la pausa pasquale e dopo l'ultima colomba sfornata, di cui devo ammettervi che vado davvero fiera! Posso scriverlo? Non per vantarmi (le persone che mi conoscono davvero lo sanno...), quanto per condividere con voi questa gioia, questo piccolo e grande traguardo personale. E' stato un successo come con l'ultimo panettone di Natale e adesso mi rendo conto che, ogni volta che preparo un grande lievitato, ho sempre paura che non sia all'altezza degli ultimi fatti..
Tuttavia oggi non ho il lievito pronto per un grande lievitato e nemmeno tempo a sufficienza da dedicargli, pertanto rimedio con un dolce molto semplice e veloce da preparare, ma con una particolarità che risiede nell'abbinamento dei sapori. Sono certa che ricorderete i miei dolci con il rosmarino, spesso abbinati ad ananas e fragole. Alcuni di voi li avranno amati e altri magari li avranno detestati, ma io vi suggerisco di provarli! Oggi vi propongo le fragole caramellate e aromatizzate al rosmarino, avvolte da una sfoglia e poi tutto cotto in forno. Ecco la ricetta.

Ingredienti per 4 persone
Tempo totale circa 30 minuti
  • 1 rotolo di sfoglia rotondo o rettangolare (se la preparate in casa, sebbene sia una preparazione un pò lunga e articolata, sarà molto meglio)
  • 15 fragole lavate, private delle foglie e tagliate in due 
  • 1 cucchiaio di zucchero semolato
  • il succo di mezzo limone 
  • 20 g di burro
  • emulsione di 20 g di latte fresco, 1 tuorlo e un cucchiaino di zucchero semolato
  • 6 aghi di rosmarino tagliati finemente
Fare caramellare le fragole in una padella con lo zucchero, il limone e il burro.
Toglierle dal fuoco dopo qualche minuto e adagiarle sulla sfoglia, coprendo quasi tutta la sua superficie e lasciando liberi i lembi, quantità di pasta tale da poter chiudere il rotolo e sigillare la farcia all'interno. Unire anche gli aghi di rosmarino prima di chiudere la pasta.
Spennellare la superficie della sfoglia con l'emulsione di tuorlo, latte e zucchero prima di infornare.
Cottura: in forno (preriscaldato) a 180°C fino a doratura.





lunedì 17 aprile 2017

Pasticceria Biasetto di Padova: incontro con un mito


Dopo aver girato in lungo e in largo per Padova, durante questa serena pausa pasquale, una tappa d'obbligo bisogna proprio farla alla Pasticceria Biasetto di via Facciolati 12, a due passi dalla Basilica di Sant'Antonio da Padova.



Questo è decisamente il mio habitat ideale...
L'eleganza abita qui, la bellezza abita qui, la raffinatezza abita anch'essa qui. L'arte è in ogni singolo gesto.
Tutto è conciliante e in armonia: dalla musica di sottofondo all'arredamento. 
I dolci? Si presentano da soli e non hanno bisogno di parole.

Seduta con la famiglia a degustare la Sette Veli, mi chiedo se avremo l'occasione di vedere anche il maestro Luigi Biasetto. 
Non vogliamo chiedere, non vogliamo disturbare, ma vogliamo lasciarci trasportare in questa bellissima atmosfera, creata appositamente da un gusto raffinato. Dopo aver scattato qualche foto ricordo, ci dirigiamo verso la cassa e io mi fermo al bancone che si affaccia sulla strada per fare gli ultimi scatti ai dolci pasquali. Ecco che arriva il maestro e allora non possiamo proprio farcelo scappare. Che bella energia! Cortesia, affabilità e tanta disponibilità. Incontri. Grazie maestro!








domenica 16 aprile 2017

La Cappella degli Scrovegni a Padova


L'arte è l'anima
che si fa bella e al contempo saggia
Tiziana




Questo raggio di sole che entra dalla finestra
del Giudizio Universale è emozionante






Ho deciso di augurarvi la 
buona Pasqua 
da un luogo eccezionale: la Cappella degli Scrovegni




Sono a Padova, 
nel suo bellissimo centro storico,
in piazza Eremitani
e ho deciso di augurarvi una serena giornata
con qualche scatto furtivo di alcuni affreschi
di Giotto, all'interno della Cappella degli Scrovegni.




Le foto non renderanno mai merito al luogo, 
ma saranno come sempre il mio personale 
e soprattutto semplice
racconto visivo di un momento.

I miei ricordi, le mie emozioni
che dedico a tutti voi con i quali
condivido questo spazio virtuale.




Se avete modo di venire a Padova,
vi consiglio vivamente di prenotare online
la visita e di non mancare di fare una tappa qui.




Io ho prenotato il giorno prima,
senza difficoltà anche in un periodo di festa come questo.
Se amate la pittura di Giotto
e l'arte in generale,
questo è luogo in cui troverete luce per i vostri occhi.













A presto e auguri


lunedì 10 aprile 2017

Colomba Pasquale con lievito madre (ricetta del maestro P. Giorilli)






L'eleganza 
è qualcosa che bisogna coltivare
Sempre


Siamo a ridosso della Pasqua e quest'anno temevo proprio di non farcela a sfornare la colomba, ma alla fine incastrando bene gli impegni, sono riuscita a prepararne una. 
Non so se ne sfornerò delle altre quest'anno, ma direi che 2 colombe possono bastare per la famiglia. 
E' davvero buonissima e vi consiglio di farla! Ricordatevi di accudire come si deve il vostro lievito madre e di non cedere alle tentazioni delle "colombe facili e veloci" oppure della "colomba in 30 minuti" e via dicendo... Ci sono infinite ricette di dolci e dessert di tutti i tipi che possiamo tranquillamente fare con il baking oppure in 30 minuti, ottenendo dei buoni prodotti, mentre i grandi lievitati della nostra tradizione devono essere fatti a regola d'arte e seguendo tutti i passaggi previsti per la loro lunga preparazione. Diversamente, avremmo un dolce, ma non un panettone, una colomba o una veneziana, per esempio.

Lo scorso anno vi ho preparato la colomba seguendo la ricetta del maestro Rolando Morandin e quest'anno vi propongo la ricetta del maestro Piergiorgio Giorilli.

Ingredienti 1° impasto
Ho diviso per 10 le dosi della ricetta originale, per una mia comodità. Con le dosi che seguono ho fatto due colombe e ho cotto il restante impasto in vari pirottini che avevo a disposizione in casa (pirottino da plumcake, pirottini da muffin per le merende di mia figlia, ...). Se voleste seguire la ricetta originale (presente sul libro e che parte da 4 kg di farina per il primo impasto) e vi servisse la dose per una sola colomba da kg, dovreste dividere le quantità per 21. Io però consiglio sempre di non impastare soltanto con gli ingredienti per un kg di colomba, perchè la planetaria lavora meglio con quantità superiori. Ecco invece le mie dosi, necessarie per i prodotti che ho sfornato io.
  • 400 g di farina W 350 P/L 0,55
  • 115 g di lievito madre
  • 200 g di acqua
  • 120 g di zucchero
  • 120 g di burro a temperatura ambiente
  • 90 g di tuorli
  • 1 g di sale fino
Ingredienti per il 2° impasto
  • 100 g di farina W 300 P/L 0,55
  • 100 g di zucchero semolato
  • 150 g di tuorli
  • 4 g di sale fino
  • 215 g di burro a temperatura ambiente
  • 2,5 g di malto
  • 320 g di sospensioni (arancia candita per esempio)
Ingredienti degli aromi
  • 30 g di miele d'acacia
  • 1 bacca di vaniglia
Ingredienti per la ghiaccia
  • 50 g di mandorle bianche in polvere
  • 20 g di mandorle armelline
  • 200 g di zucchero semolato
  • 30 g di amido di riso
  • albume quanto basta per amalgamare
Ingredienti per il top
  • mandorle quanto basta
  • granella di zucchero quanto basta
  • zucchero a velo quanto basta

E' fondamentale avere un buon lievito madre, in salute e ben gestito.
Prima di fare l'impasto di un grande lievitato, bisogna fare un bagno al lievito in 1 litro d'acqua e 2 g di zucchero semolato. tagliare il lievito a fette e lasciarlo 15/20 minuti a bagno, dopodiché strizzarlo con le mani per eliminare l'acqua in eccesso e "rinfrescarlo" con farina e acqua. La proporzione è 90% di farina sul peso del lievito e 40%/42% di acqua sul peso della farina. Fare lievitare per circa 3 ore e procedere con altri due rinfreschi del lievito. Avremo pertanto il lavaggio + rinfresco e 3 ore di lievitazione + 2° rinfresco e 3 ore di lievitazione + 3° rinfresco e 3 ore di lievitazione. A questo punto il lievito sarà sufficientemente maturo e adatto alla produzione di un grande lievitato e potrà essere impastato con gli ingredienti del 1° impasto.
Per mia preferenza e comodità, con i grandi lievitati uso quasi sempre il lievito mantenuto in acqua e, qualche volta, il lievito solido a temperatura ambiente. Se il lievito è in ottima salute, con il mantenimento in acqua verrà a galla in 1 ora.

Iniziamo il primo impasto lavorando farina, lievito e acqua. Dobbiamo impastare con la planetaria e usando il gancio.
Dopo circa 10 minuti, aggiungiamo lo zucchero, il sale e il burro e i tuorli, alternandoli. Questa sequenza non è obbligatoria, ogni maestro pasticcere ha la propria ricetta e il proprio procedimento.
Impastiamo fino ad avere un impasto liscio e non troppo lavorato. Il tempo stimato è di circa 25 minuti, ma fate attenzione a non superare i 30/35 minuti ed evitate di surriscaldare il prodotto.
Lasciate lievitare in un recipiente coperto per circa 12 ore, alla temperatura ottimale di 24/25°C, fino alla triplicazione del volume iniziale.
Una volta pronto e ben lievitato, impastiamo con la farina degli ingredienti indicati nel 2° impasto. Non appena la farina verrà assorbita, aggiungere il malto e successivamente lo zucchero. Procedere con metà tuorli (poco alla volta), il sale, gli aromi e la restante metà dei tuorli. Fate "incordare" bene l'impasto e lavorate a bassa velocità. Io lavoro sempre alla velocità minima e poi, a seconda delle ricette, alzo la velocità fino al livello 2 nell'ultima parte del lavoro. Per questa ricetta ho fatto così.
Per quanto riguarda gli aromi, sarebbe meglio prepararli il giorno prima, miscelandoli e ponendoli in frigorifero in un recipiente coperto. Stessa cosa è consigliata per la ghiaccia.
A questo punto possiamo aggiungere il burro a pezzettini, poco alla volta, fino a completo assorbimento.
A questo punto la ricetta originale prevede anche l'aggiunta di 150 g di burro fuso (dedotti dalla quantità indicata negli ingredienti del 2° impasto) unitamente alle sospensione (arancia candita, gocce di cioccolato, ...). Io ho incorporato tutto il burro a pezzetti per un'abitudine consolidata e acquisita in passato, ma ho provato in un altro caso ad aggiungere parte del burro fuso in questa fase della lavorazione e mi sono trovata bene, ottenendo un ottimo prodotto.
Il secondo impasto dovrebbe durare circa 45 minuti. Fate attenzione anche in questo caso a non surriscaldare la pasta.
La temperatura finale registrata dei miei impasti è stata:
  • dopo il primo impasto: 24°C
  • dopo il secondo impasto: 25°C
E' arrivato il momento di far riposare l'impasto per 30 minuti. Io l'ho lasciato a temperatura ambiente (22°C), mentre la ricetta originale prevede 30°C (in cella di lievitazione).
Fare le pezzature del peso desiderato e lasciarle riposare 40 minuti, facendo due pirlature a distanza di 20 minuti.
Riempire i pirottini da colomba: 2/3 del peso dell'impasto nel lato lungo e 1/3 per le ali (sovrapponendo perpendicolarmente la parte del corpo).
Lasciare lievitare in cella di lievitazione per circa 6/7 ore alla temperatura massima di 30°C. L'impasto arriverà fin quasi al bordo del pirottino.
Spalmare la ghiaccia sulla superficie, aggiungere mandorle, granella di zucchero semolato e zucchero a velo.
Cottura: in forno a 180°C per circa 50 minuti (per pezzature da 1 kg).
Sfornare, infilzare con gli appositi ferri e posizionare a testa in giù per il raffreddamento di circa 10 ore.
Confezionare e consumare dopo 3 giorni.
Spruzzare eventualmente dell'alcol alimentare all'interno del sacchetto per evitare muffe.
Durata del prodotto: 3 settimane.

Quante cose ci sarebbero ancora da dire, ma è impossibile scriverle tutte in ognuno degli articoli dedicati ai lievitati.
La cosa certa è che le ricette come queste forniscono molte informazioni, ma per fare un grande lievitato serve tempo, dedizione, esperienza nel capire l'impasto e le sue reazioni, un ottimo lievito e una corretta cura della pasta madre, nonché ingredienti di prima qualità.
Se avete dei quesiti o dei dubbi, come sempre sarò felice di aiutarvi.






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Post Scriptum 12/4/17: Ho scoperto con grande piacere
che questa mia colomba è stata scelta
per la foto della Fan Page FB
del maestro Giorilli
G R A Z I E



domenica 9 aprile 2017

Due passi al Conservatorio di Milano



Non c'è niente che sappia
mettere in sintonia le persone
come la musica



Durante il Fuori Salone di Milano, in occasione del Salone Internazionale del Mobile, facciamo due passi verso il Conservatorio, ci sediamo nell'auditorium durante un saggio, poi sgattaioliamo via ed entriamo nello showroom di Fazioli, noto produttore di pianoforti. Tempo fa avevo contattato l'azienda di Pordenone per sapere se fosse possibile fare un tour guidato al fine di ammirare la lavorazione dei suoi pianoforti, ma da un pò di tempo non si organizzano più tour di questo tipo: la richiesta è molto alta ed è diventato difficile accontentare tutti. Ci è stato allora consigliato di venire qui allo showroom, dove durante il Fuori Salone si sono tenuti dei concerti e dove è possibile provare gli strumenti.
Le manine della mia Giulia, che ha da pochissimo iniziato a studiare questo meraviglioso strumento, saltellano da un piano all'altro, mentre qui si respira un'aria insolita e nuova. La bellezza è qui, l'eleganza è anch'essa qui.
Mentre Giulia suona quelle poche note che ha fino ad oggi imparato, entra un signore sui 35 anni circa, si siede all'ultimo pianoforte presente nella sala e aggancia con la seconda parte dello stesso pezzo. Poi ci guardiamo tutti, ci sorridiamo e lui osserva paziente Giulia aspettando che vada avanti, con sguardo complice e col fare di chi vuol far intendere "Io ti aspetto". E' bellissimo. Quando mai avremmo incrociato i nostri sguardi, rivolto l'un l'altro la parola o fatto qualcosa insieme, senza la musica, senza uno strumento che aspetta di essere consumato? 
E' un mondo sospeso.




Buona notte
con le note su cui ognuno di noi 
sceglierà di addormentarsi









Ten Pianos Street: 10 pianoforti in strada a Milano






Mentre la colomba per Pasqua sta lievitando nella mia cella di lievitazione casalinga, mi dirigo con la famiglia verso il Fuori Salone di Milano, al Brera District, proprio davanti a Eataly Milano, dove quest'anno si svolge Ten Pianos Street.


Era da qualche settimana che aspettavamo questa giornata e finalmente siamo qui ad ammirare questo originale spettacolo, in una Milano musicale e piena di note insolite.


Di che cosa si tratta di preciso?
Ten Pianos Street è un concerto per 10 pianoforti che si tiene sempre all'aperto. La prima volta fu nel 2013, in occasione del festival Piano City Milano presso la Galleria d'Arte Moderna; successivamente vennero le occasioni di Expo Milano, dell'inaugurazione della nuova Darsena e del Museo Pietà Rondanini.


Come vedete dalle foto che ho scattato, i pianoforti sono molto peculiari perchè vengono dipinti da alcuni writers, donando colori e vivacità unici. Si tratta di pianoforti recuperati che vengono poi messi all'asta, devolvendo il ricavato ad associazioni benefiche. Quest'anno la base d'asta è di 3.500 euro (volutamente alta per lo scopo sociale dell'iniziativa) e il ricavato è dedicato a Sole Terre Onlus.


Sotto l'aspetto musicale i brani hanno diverse difficoltà tecniche e vengono arrangiati per far dialogare i pianoforti tra di loro, prevedendo anche delle piccole coreografie tra i pianisti. 
C'è anche un pianoforte libero che può essere suonato durante la suite da chi vuole improvvisare. 


Al termine dei 3 concerti di oggi (ore 13.00, 15.00 e 18.00) chiunque può sedersi davanti a questi originali pianoforti e mettersi a suonare.


La mia Giulia, dopo aver vinto la timidezza iniziale, si è divertita a far saltare le sue piccole dita da un piano all'altro, sorprendendomi quando un rappresentante della onlus le ha chiesto di suonare il Tanti Auguri ad una sua collega, che festeggia il compleanno oggi, e lei non ha esitato, incurante dei passanti e motivata da tanta passione verso questo meraviglioso strumento musicale.


Un bel momento per Milano e per tutti, in una caldissima giornata di primavera.


Vi do appuntamento domani per farvi assaggiare la mia colomba pasquale. Non mancate.





sabato 8 aprile 2017

Bauletto alla vaniglia a lievitazione naturale







Adoro la luce del mattino
che si posa sul pane e sui dolci



La prima brioche dopo il Natale... lo scrivo con un pò di ironia perché è dal periodo natalizio che non mi dedico ai grandi lievitati dolci. Mi sembra ieri, ma è già passato un trimestre ed è arrivato il momento di sfornare ancora qualcosa di buono, soffice, morbido e profumato come solo un prodotto di questo tipo sa essere. 
Negli ultimi tempi mi sono dedicata alle focacce dolci e salate e alle pizze, oltre a qualche pane che non avevo ancora fatto, ma mi è mancato il tempo per dedicarmi a prodotti con doppia o tripla lievitazione. Avendo tenuto un paio di corsi, il primo di panificazione per adulti e il secondo di dolci e piccola pasticceria per bambini, ho dedicato il poco tempo che ho trascorso a casa in questi mesi per fare delle ricette adatte appunto ai bambini (torte da credenza, torte di casa con il baking e facili da realizzare) e per fare qualche pane necessario al corso per gli adulti.
Oggi cercherò finalmente di riaprire la Pasticceria di Profumo di Broccoli con questo bauletto e... se sentite un irresistibile profumo di dolce e di vaniglia, correte a casa mia ad assaggiarne una fetta prima che finisca.


La ricetta è ispirata al pandolce al cioccolato del maestro Piergiorgio Giorilli, ma ho fatto delle modifiche: non ho usato il lievito di birra e nemmeno il cioccolato. Ho lasciato il dolce al naturale, con il suo profumo di vaniglia.
Io ho ricalcolato le quantità partendo da 500 g di farina, con le quali ho sfornato 3 bauletti. Segue invece la grammatura originale. Scegliete voi la quantità che vi serve produrre.
Ingredienti:
  • 1500 g di farina W 350 P/L 0,55
  • 450 g di lievito madre (io ho usato metà lievito solido mantenuto a temperatura ambiente e metà lievito a coltura liquida)
  • 375 g di uova
  • 23 g di sale
  • 550 g di zucchero
  • 75 g di miele d'acacia
  • 150 g di tuorli
  • 550 g di burro ammorbidito ma non in pomata
  • 250 g di acqua
  • 1 bacca di vaniglia (prelevate i semi)
  • se voleste mettere le gocce di cioccolato, la quantità indicata dal maestro è di 500 g e devono essere aggiunte all'impasto per ultime
Impastiamo farina, lieviti, acqua e parte delle uova. 
Aggiungiamo successivamente il sale e, non appena la pasta si incorda, aggiungiamo zucchero, vaniglia e miele (tutto gradualmente e poco alla volta). Aggiungiamo i rimanenti tuorli e uova.
Non appena sarà tutto assorbito, aggiungiamo il burro a pezzetti e poco alla volta.
Lasciamo lievitare per 12/16 ore a temperatura ambiente.
Facciamo le pezzature ritagliando parti di impasto di uguale peso, sufficienti a riempire 1/3 dello stampo. Copriamo con pellicola e mettiamo a lievitare alla temperatura ideale di 25/26°C. Se non abbiamo una cella di lievitazione, riproduciamola usando il forno di casa e creando la giusta temperatura. Un termometro è indispensabile. Accendiamo il forno qualche secondo, giusto il tempo di creare il clima ideale e teniamo controllato l'ambiente. 
A lievitazione ultimata, possiamo dorare con un'emulsione di 20 g di latte, un pizzico di sale fino o di zucchero e 1 tuorlo (come abbiamo visto in tante altre ricette presenti nell'archivio), anche se io questa volta ho preferito cospargere la superficie con tanto zucchero a velo.
Cottura: in forno (preriscaldato) a 180°C per circa 30 minuti. Ogni pezzatura e ogni forno ha i propri tempi di cottura.
Misurate la temperatura al cuore, con l'aiuto di un termometro a sonda, prima di sfornare. Io cuocio sempre fino a 92°C al cuore.
Fate raffreddare capovolto per qualche ora.


Se vi preparate a fare un lievitato per la prima volta, probabilmente non basteranno queste semplici indicazioni per farvi raggiungere dei bei livelli. Le ricette sembrano sempre facilissime... ma con gli impasti servono tante piccole "dritte" e una certa empatia nei confronti della materia viva che utilizzate (il lievito naturale) e con l'impasto che state creando. Quando l'impasto è pronto per assorbire altra acqua? Quando altri tuorli? Come mi comporto se sta rischiando di perdere l'incordatura? Quando è davvero pronto? Si sta scaldando troppo? Gli ingredienti sono troppo freddi? E chissà quante altre domande vi verranno strada facendo. A volte butterete via tutto... altre sfornerete prodotti meravigliosi. Come potete immaginare, è davvero difficile spiegarvi tutto ciò in ogni singolo articolo, ma se vi vengono dei dubbi, io sono qui a rispondervi con piacere e a condividere con voi questa bella passione. Ricordatevi prima di tutto di mantenere in perfetta salute il vostro lievito: è già un grandissimo punto di partenza.
Buon sabato a tutti.






giovedì 6 aprile 2017

Torta salata di sfoglia con cime di rapa, farro e parmigiano


Pausa pranzo di oggi





Ingredienti per 4/6 persone
Stampo rotondo cm. 28
Tempo circa 1 ora
  • un rotolo di pasta sfoglia rotonda (se riuscite a farla in casa è meglio)
  • sale fino quanto basta
  • sale grosso quanto basta
  • olio extravergine di oliva quanto basta
  • un mazzetto di cime di rapa
  • un'abbondante grattugiata di parmigiano/grana
  • 1 uovo
  • 150 g di farro perlato
  • un pizzico di noce moscata
Fate lessare il farro in abbondante acqua salata, quindi scolatelo dell'acqua in eccesso.
A parte fate lessare le cime di rapa in abbondante acqua leggermente salata e poi scolatela bene.
Frullate le cime di rapa e poi mescolatele in una terrina con il farro, l'uovo sbattuto e la noce moscata.
Foderate lo stampo con carta forno e con la pasta sfoglia, bucherellando il fondo con i rebbi di una forchetta. Adagiate il condimento e terminate con una generosa grattugiata di parmigiano o grana e con un giro di olio evo.
Cottura: in forno (preriscaldato) a 180°C fino a doratura (circa 35 minuti).





mercoledì 5 aprile 2017

Insalata di asparagi e alici


Inventiamoci qualcosa per la nostra pausa pranzo!




Anche oggi un pranzo veloce e poi tutti via al lavoro. Cosa ci prepariamo? Un'insalata di riso carnaroli con asparagi verdi di stagione e alici sott'olio.
Semplice, senza troppe pretese e buona.

Ingredienti per 4 persone
Tempo totale circa 20 minuti.
  • 250 g di riso
  • sale fino quanto basta
  • sale grosso per lessare il riso quanto basta
  • olio extravergine di oliva quanto basta
  • un mazzetto di asparagi verdi
  • 80 g di filetti di alici 

Fate lessare il riso in abbondante acqua salata, poi scolatelo e passatelo sotto l'acqua fredda per bloccare subito la cottura. Lasciatelo scolare qualche minuto ancora.
A parte lessate gli asparagi che avrete preventivamente pulito, privato della parte inferiore del gambo e raschiato la parte esterna e più "legnosa" del resto del gambo. Regolate la sapidità, tagliate le punte e poi il resto dei gambi lessati a tocchetti piccoli.
Bloccate anche la cottura degli asparagi e poi unite tutto in una terrina con i filetti di alici e dell'olio evo per condire.
Buon appetito anche a voi e a presto.


martedì 4 aprile 2017

Baccalà con asparagi e uvetta



Osare un pò a volte serve
è quasi terapeutico
spalanca porte che nemmeno vedevamo



Ingredienti per 4 persone
Tempo totale circa 30 minuti
  • 400 g di baccalà già lavato e pronto per la cottura
  • un mazzetto di asparagi verdi
  • 40 g di uvetta 
  • olio extravergine di oliva quanto basta oppure 20 g di burro
  • sale fino

Il Baccalà deve essere messo in ammollo prima della cottura, al fine di essere dissalato.
L'ammollo deve avvenire sotto acqua corrente per un paio di giorni o comunque con un ricambio frequente di acqua, a temperature inferiori ai 5°C.


Lessate il pesce per un quarto d'ora circa, mondatelo delle spine e tagliatelo a rettangoli come si vede nelle foto.
Nel frattempo tagliate delle cime di asparago verde e cuocetele velocemente in una padella con un goccio di olio evo o 20 g di burro, a fuoco medio. Se serve, bagnate con un goccio di brodo vegetale, acqua oppure con un goccio di acqua di cottura dei gambi di asparago, come ho fatto io, che ho lessato a parte per un'altra ricetta.
Verso fine cottura degli asparagi, adagiate nella stessa padella anche le porzioni di pesce che avete precedentemente lessato e tagliato, fatele rosolare velocemente insieme alle punte di asparago e ad una manciata di uvetta. Salate e servite.



lunedì 3 aprile 2017

Il Sole di Mezzanotte







E' scoccata la mezzanotte e io vi saluto con il sole di mezzanotte, fotografato ormai qualche anno fa in Norvegia, nel mare aperto subito dopo essere usciti da un fiordo, durante la navigazione in queste acque.
E' uno spettacolo suggestivo ed emozionante e spero sia di buon auspicio per la settimana che sta per iniziare.
Serena settimana a tutti e alla prossima ricetta.



domenica 2 aprile 2017

Merluzzo con olive nere dolci e broccoli



La condivisione è l’intelligenza 
applicata alla vita di tutti i giorni, 
che si fa largo a gomitate contro l’egoismo
Tiziana









Ingredienti per 2 persone
Tempo circa 15 minuti (con sugo già preparato in precedenza)
  • 2 filetti di merluzzo 
  • 1 broccolo piccolo (le cime)
  • sugo di pomodoro quanto basta
  • sale fino quanto basta
  • qualche oliva nera dolce
  • un goccio di olio extravergine di oliva
  • mezzo spicchio d'aglio o di scalogno (facoltativi)
Laviamo, tagliamo e facciamo lessare i broccoli. In alternativa possiamo anche cuocerli al vapore (più sani e nutrienti).
Scoliamoli a fine cottura, eliminando l'acqua in eccesso.
Contestualmente scaldiamo l'olio in una padella con l'aglio o lo scalogno (facoltativi). Aggiungiamo i filetti di merluzzo facendoli leggermente soffriggere a fuoco medio. Se abbiamo usato l'aglio o lo scalogno, eliminiamoli a questo punto e aggiungiamo il sugo di pomodoro. Facciamo cuocere per qualche minuto e aggiungiamo le olive.
Aggiungiamo i broccoli durante l'ultimo minuto di cottura, il sale e serviamo.