.

.

martedì 28 febbraio 2017

Amor polenta








Saluto questo mese di febbraio con una ricetta che volevo fare già da molto tempo: l'Amor polenta. Si tratta di un dolce tradizionale lombardo, la cui caratteristica è la farina di mais che si usa normalmente per fare la polenta. 
Ho un paio di ricette d'autore e la prima che ho deciso di eseguire è quella del maestro Gianluca Fusto, tratta da "Le mie 24 ore dolci", ed. Gribaudo.









Ingredienti per 8 persone

  • 200 g di farina di mais gialla
  • 200 g di burro (82% m.g.) a 24°C
  • 240 g di zucchero semolato
  • 200 g di uova
  • 160 g di farina integrale
  • 8 g di lievito in polvere per dolci
  • 140 g di farina di mandorle
  • 3 g di stecca di vaniglia
  • 50 g di liquore alla mandorla o rum
  • zucchero a velo 







Montiamo burro e zucchero con la frusta. 
Uniamo a filo le uova continuando a montare. 
Aggiungiamo la farina di mais, la farina integrale, il lievito (facoltativo), la farina di mandorle e la vaniglia. 
Aggiungiamo il liquore e amalgamiamo tutto. 
Preriscaldiamo il forno a 180°C, versiamo il composto nello stampo che abbiamo deciso di utilizzare, imburrando e poi infarinando leggermente l'eventuale stampo d'acciaio, mentre per gli stampi di carta tipo pirottino o in silicone non è necessario imburrare. 
Cottura in forno a 180°C per circa 40 minuti. 
Lasciamo raffreddare, sformiamo e spolveriamo con zucchero a velo a piacimento.











domenica 26 febbraio 2017

Dolcetti con crema al limone







Sto facendo qualche impasto di prova per il prossimo corso e, tra le infinite ricette che potrei proporre, ho pensato anche a questa. A marzo avrò un gruppo di bambini da 8 a 10 anni e quindi devo preparare qualcosa di semplice. L'idea è quella di far fare loro degli impasti di pani e focacce dolci, ma anche strudel e qualche dolce come questo. Dal dolce, che va mangiato con giudizio... all'impasto più difficile, da creare totalmente con le proprie mani, abbinandolo a frutta fresca e a quanto riescono a trovare in casa propria con semplicità.






Cominciamo dal dolce...
Facciamo un impasto semplice, senza montate e senza bisogno di impastatrici. Per farcire e rendere tutto più speciale, facciamo una freschissima crema al limone, che riuscirà a stupire anche i più piccoli per la sua semplicità.
Ingredienti per circa 15 porzioni come quelle che vedete nelle foto.

Per la torta
  • 210 g di uova
  • 200 g di burro morbido
  • 200 g di zucchero semolato
  • 135 g di farina 00
  • la scorza di 2 limoni grattugiati
  • 5 g di lievito in polvere
  • zucchero a velo per decorare dopo la cottura


Versate burro e zucchero in una terrina e cominciate a lavorarli con le mani fino ad amalgamarli bene insieme.
Aggiungete le uova e la scorza dei limoni e amalgamate bene.
A parte setacciate la farina e mescolatela con il lievito e la vaniglia, dopodiché aggiungetela agli altri ingredienti, lavorando con una frusta.
Quanto l'impasto sarà diventato uniforme, adagiatelo nella tortiera o negli stampi che avete scelto di usare. Io ho preso degli stampi per barrette e per mezze sfere. Ricordatevi di arrivare fino a 2/3 dell'altezza del vostro stampo.
Cuocete in forno a 160°C per circa 30/40 minuti.
Lasciate raffreddare e preparate la crema.

Per la crema al limone
  • 200 g di yogurt greco al limone (va bene anche il tipo neutro, basta che usiate la scorza di 1 limone in più rispetto alla ricetta)
  • 250 g di zucchero
  • 12 g di gelatina
  • la scorza di 2 limoni biologici grattugiati
  • il succo di 1 limone
  • 200 g di panna fredda da montare (deve essere in frigorifero e avere il 35% di m.g.)
Versate lo yogurt e lo zucchero in una terrina e mescolateli bene con una frusta.
Aggiungete il succo di limone e la scorza di 2 limoni e mescolate.
Fate reidratate la gelatina in una tazza con acqua fredda per 15 minuti. La gelatina assorbe una quantità d'acqua pari a 5 volte il proprio peso. Dopo 15 minuti strizzatela con le mani e scaldatela qualche secondo al microonde, prima di unirla agli altri ingredienti della crema.
A parte montate la panna con le fruste e poi incorporatela delicatamente agli altri ingredienti usando una spatola.


Finitura del dolce

Fate raffreddare il dolce, toglietelo dagli stampi, tagliatelo orizzontalmente a metà (come si fa per il Pan di Spagna) e farcitelo con la crema al limone. Riponete il secondo strato di torta sopra la crema, spolverate con dello zucchero a velo e servite. Potete anche servire le mono porzioni su un piattino con dei ciuffetti di crema, dressati con il sac à poche.
Nelle foto vedete anche una versione della mezza sfera adagiata su un frollino rotondo, farcito con la crema. A me piace molto questa versione perché abbina il croccante e friabile della frolla con il morbido della torta e la cremosità della crema di limone.

Spero che piaccia anche ai miei piccoli pasticceri! Vedremo... vi racconterò.









Crema di yogurt al limone con croccante di mandorle, nocciole e cacao






Prima che il mio limone torni a regalarmi i suoi frutti ne passerà ancora di tempo, ma questa prima e sottile brezza di primavera, che si fa sentire durante il pomeriggio e dopo le ultime nebbie mattutine, è arrivata fino e me. Allora andiamo a prendere qualche bel limone biologico e prepariamo un dessert molto semplice e freschissimo. Ormai sapete che ho un debole per i dolci al bicchiere perchè rendono tutto molto elegante e concludono felicemente un pasto.

Nel dettaglio: ho preparato questa crema al limone senza cottura e senza uova. Si tratta di un composto a base di yogurt greco al limone, ulteriormente aromatizzato con del succo di limone fresco e con la scorza grattugiata dello stesso limone e poi amalgamato a dello zucchero e a della panna montata. In alternativa, potete fare una chantilly con poco zucchero a velo ed evitare la quantità di zucchero della crema. 
Per il croccante, vi ripropongo una ricetta che ha già avuto successo in famiglia e che ritrovate nel Calice di Cioccolato e nell'ultima Cheesecake fatta questo mese. Se volete arricchire ulteriormente il vostro dessert, potete mettere degli spicchi di mela freschi o caramellati sopra la crema, oppure dell'altra frutta di stagione, dato che il limone si sposa bene con tutto.
Allora, andiamo in cucina.

Ingredienti per 4 porzioni

Per la crema:

  • 200 g di yogurt greco al limone (va bene anche al naturale, in questo caso aggiungete una scorza grattugiata di limone in più alla ricetta)
  • 100 g di zucchero semolato 
  • 8 g di gelatina in fogli
  • la scorza di 1 limone grattugiato
  • il succo di 1 limone
  • 200 g di panna da montare

Mettiamo lo yogurt e lo zucchero in una terrina e mescoliamo con una frusta.
Mettiamo la gelatina in una tazza con dell'acqua fredda e la lasciamo in ammollo per 15 minuti. La gelatina assorbe l'acqua in proporzione 1:5. Trascorsi 15 minuti, la strizziamo bene con le mani e la scaldiamo per 1 minuto nel microonde.
Aggiungiamo il succo di limone e la gelatina al composto di yogurt e zucchero, mentre nel frattempo montiamo la panna con le fruste. La panna deve essere fredda, da frigorifero.
Aggiungiamo anche la panna al resto, mescolando delicatamente con una spatola, fino a che avremo creato una crema omogenea.
Versiamo la crema nei nostri bicchierini, con l'aiuto di un sac à poche e poi decoriamo con il croccante.

Per il croccante

  • 25 g di zucchero
  • 25 gi di burro
  • 10 g di mandorle tritate e 10 g di nocciole tritate
  • 2 g di cacao amaro in polvere

Mescoliamo tutti gli ingredienti con le mani e amalgamiamoli.
Prendiamo una teglia foderata con carta forno e sbricioliamo il composto con le dita. Cuociamo in forno a 160°C per 12 minuti.
Facciamo raffreddare e adagiamo una quantità a piacimento sui bicchierini.


Buona domenica 


venerdì 24 febbraio 2017

Insalata d'orzo con mele e uvetta al profumo di limone









Adoro le mie pause pranzo veloci, leggere, piene di gusto e di salute. Mi alzo da tavola felice e mi ricarico. Se oggi avete voglia di fermarvi in pausa con me, vi faccio assaggiare questo piatto a base d'orzo perlato, mele fresche, uvetta e un condimento a base di latte e succo di limone.


Ingredienti per 4 persone
  • 50 o 60 g di orzo perlato a persona
  • 2 mele tagliate a dadini (se volete potete tenere da parte un paio di spicchi a persona per decorare il piatto come ho fatto io)
  • succo di limone quanto basta per innaffiare gli spicchi e i dadini di mela in modo che non si scuriscano
  • una manciata di uvetta lavata e messa precedentemente in ammollo per un paio d'ore nell'acqua. Mettetela in un contenitore chiuso in frigorifero.
  • 2 cucchiai i latte fresco mescolati con mezzo cucchiaino di limone (vedrete che il condimento non diventerà acido, ma se temete che non vi possa piacere, allora condite solo con il latte e innaffiate con il limone la mela tagliata.
  • sale grosso quanto basta per l'orzo

Tempo totale circa 30 minuti + 2 ore di ammollo dell'uvetta

Fate lessare l'orzo perlato in abbondante acqua. Mettete prima l'acqua fredda nella pentola, portate ad ebollizione e salate solo a fine cottura.
Scolate bene e versate l'orzo in un recipiente d'acciaio, contenuto a sua volta in un altro recipiente d'acciaio pieno di ghiaccio, in modo da bloccare la cottura.
A parte tagliate le mele e spuzzate poco succo di limone fresco.
Mettete l'uvetta in ammollo almeno un paio di ore prima di usarla e scolatela bene un pò prima di condire il piatto.
Prendete infine una terrina, versateci l'orzo, l'uvetta, le mele e l'emulsione di latte e limone. Mescolate bene e servite.

















giovedì 23 febbraio 2017

Frollini alla menta









Verde è il mio colore preferito
Ovunque ci sia qualcosa di verde, io sto bene

Ogni tanto provo a ricolorare la casa di altri colori
Dopotutto mi piacciono tutti i colori
Ma alla fine, previa una minuziosa e attenta visione 
della mazzetta dei colori....
torno con l'indice sul riquadro verde
E scelgo il verde


La menta, la verde menta è un pò dappertutto in casa mia. Riempie i vasi d'estate fino ad autunno inoltrato; è nei vasetti della dispensa nella sua versione essiccata; è sui dessert e sulle torte di frutta; è sulle pareti, sulla tovaglia e in chissà quanti altri posti, ai quali ormai sono abituata e non faccio più caso e gareggia superba con il verde salvia della cucina.
Oggi sbriciolo con le dita qualche grammo di quella menta che ho essiccato dopo l'estate, che cresce sempre così rigogliosa in giardino e la metto direttamente nell'impasto dei frollini.
La quantità varia in base al gusto. Io vi consiglio di non esagerare perchè, nonostante la sua bontà e la sua freschezza, secondo me esalta questi frollini e li rende delicati e speciali solo se viene utilizzata in piccole dosi. 

Adesso prepariamo la frolla per una decina di porzioni (io ne preparo sempre molta di più, ma spesso leggo che preferite avere delle grammature ridotte e più facili da gestire per gli impasti a mano)
  • 100 g di farina di grano tenero tipo 00 adatta alla frolla
  • 60 g di burro (fatelo ammorbidire a 18°C)
  • 15 g di tuorlo
  • 40 g di zucchero a velo
  • 1 g di menta essiccata (io ho usato la mia menta essiccata, ma potete anche utilizzare le foglioline fresche e tagliate finemente)


Mettiamo la farina a fontana e versiamo al centro i tuorli e lo zucchero, cominciando ad impastare tuorli e zucchero e incorporando subito dopo la farina.
Aggiungiamo il burro a pezzetti e la menta. Impastiamo tutto velocemente e cercando di non surriscaldare l'impasto e di non formare la maglia glutinica.
Otteniamo un panetto omogeneo, lo copriamo con pellicola alimentare e poi lo mettiamo a riposare in frigorifero per almeno 30 minuti. Il tempo ideale sarebbe di 12 ore pertanto, se avete tempo di preparare l'impasto la sera prima, fatelo così l'impasto riposerà tutta la notte in frigorifero e sarà pronto per essere lavorato il giorno successivo.
Stendiamo la frolla con il mattarello, mettendo due fogli di carta forno sotto e sopra il panetto, in modo da non fare appicciare la pasta e per riuscire a stenderla bene.
A questo punto ritagliamo tanti biscotti della forma che preferiamo e disponiamoli su una teglia da forno. 
Riponiamo la teglia in frigorifero per 30 minuti e nel frattempo riscaldiamo il forno.
Cottura: a 170°C fino a doratura (circa 17 minuti).
Lasciamo raffreddare ed eventualmente spolveriamo con dello zucchero a velo.












mercoledì 22 febbraio 2017

Crema della salute con cavoletti di Bruxelles al profumo di menta










La mia pausa pranzo di oggi.
Bene, adesso posso anche sollevare 
un palazzo...
Ho tutte le forze che mi servono



Questo è uno dei miei piatti di recupero che amo maggiormente.
Non solo torno a casa dall'ufficio e preparo il pranzo in pochi minuti, ma è un modo per finire quella parte di zuppa o minestra che avanza quasi sempre.
In questo caso ho preparato una zuppa alla lucchese (la trovate nel blog oppure cliccando direttamente qui) e, dalla poca parte avanzata, ho ricavato una semplice crema frullando tutto. Non ho aggiunto niente alla crema, nemmeno l'olio.
Nella zuppa erano presenti anche 2 carote e 1 cipolla rossa.
A parte ho lessato dei cavoletti di Bruxelles, poi li ho scolati bene, salati e adagiati sulla crema. Per terminare il piatto ho aggiunto un giro di olio evo e qualche briciola di menta essiccata.
Ho chiamato questa ricetta Crema della salute perchè il concentrato di legumi, cereali, cavoli e spezie è davvero ottimo. 
Non dite che non vi piacciono i cavoletti.... perchè vi sento, lo sapete?

Buon pomeriggio!










martedì 21 febbraio 2017

Orzo al cavolo riccio











Fra tante torte e frollini vi sto dando qualche suggerimento per le vostre pause pranzo di tutta salute, ma anche per delle cene leggere. So che a molti di voi, queste mie pause estremamente semplici, che ricordano la cucina povera contadina non piaceranno, ma io le adoro e vi suggerisco di tuffarvici come faccio io. Se non lo siete già, vi abituerete piano piano anche a questi sapori semplici e rustici e vi alzerete da tavola pieni di energie e leggeri.
E poi non preoccupatevi, sto già preparando anche il dolce...

Ingredienti per 4 persone
  • 60 g di orzo perlato a persona
  • sale grosso quanto basta per lessare l'orzo
  • 1 mazzetto di cavolo riccio
  • sale fino quanto basta
  • olio extravergine di oliva quanto basta per condire
Lessiamo l'orzo perlato in una pentola con abbondante acqua. Saliamo alla fine della cottura. L'orzo perlato cuoce in fretta, in circa 20 minuti. Controllate comunque assaggiando e state attenti a non scuocerlo.
Scolatelo bene e versatelo in una terrina d'acciaio, inserita a sua volta in un'altra terrina d'acciaio contenente del ghiaccio. In questa maniera si blocca la cottura e si mantengono i chicchi belli.

Laviamo il cavolo, scegliamo le foglie tenere e lessiamole in abbondante acqua per circa 10 minuti. Anche in questo caso controllate sempre la cottura. Saliamo alla fine, frulliamo e amalgamiamo all'orzo aggiungendo dell'olio evo crudo.

Dopo aver lessato il cavolo riccio, è possibile passarlo in padella con un goccio di olio e farlo insaporire con della cipolla tritata. A me piace molto al naturale e quindi l'ho semplicemente cotto e frullato e poi l'ho unito all'orzo. E' Buonissimo!


Buon pomeriggio!





lunedì 20 febbraio 2017

Focaccia dolce ripiena alle banane (ricetta del maestro Piergiogio Giorilli)









Oggi riprendo in mano uno dei miei libri preferiti inerenti i lievitati:  "La lievitazione lenta" del maestro Piergiorgio Giorilli, edizione Gribaudo e, siccome ho in casa un bellissimo casco di banane, mi fermo alla pagina 84 dove c'è la ricetta della focaccia dolce ripiena alle banane.
Ho fatto solo una piccola modifica alla ricetta perchè ho un lievito madre talmente bello che sarebbe un peccato non usarlo! Ho sostituito infatti il lievito di birra con il mio lievito solido mantenuto in acqua. Ho anche usato della farina di supporto, per lavorare l'impasto sul mio piano di lavoro, composta da semi si zucca, lino, soia, miglio, grano tenero, segale e semola. 
Per il resto ho lasciato tutto invariato.

Ingredienti
  • 650 g di farina W280 P/L 0,55 macinata a pietra
  • 150 g di latte
  • 150 g di acqua
  • 100 g di lievito madre solido mantenuto in acqua (la ricetta originale riporta 30 g di lievito compresso)
  • 100 g di uova
  • 15 g di sale
  • 120 g di zucchero
  • 100 g di burro ammorbidito
  • 700 g di banane 

Tempi di impasto con impastatrice a spirale: 4 minuti in prima velocità e 5 minuti in seconda velocità.

Temperatura finale: 25°C

Impastiamo la farina, l'acqua, il latte e il lievito. 
A metà impasto aggiungiamo le uova, il sale, lo zucchero e, per ultimo, il burro. Lavoriamo fino ad avere un impasto liscio e omogeneo.
Dividiamo l'impasto in due parti uguali e lasciamo riposare a temperatura ambiente per 20 minuti.
Trascorsi i 20 minuti, stendiamo uno dei due impasti su una teglia leggermente unta di olio evo o burro. Va bene una teglia da cm 60 x 40.
Disponiamo le banane tagliate finemente (nel senso della lunghezza) sulla focaccia. A questo punto la ricetta prevede di spolverizzare con una massa ottenuta mescolando zucchero e cannella; io non ho aggiunto niente, ma ho direttamente coperto la focaccia con il secondo strato di pasta. 
Chiudiamo bene i bordi schiacciando con i polpastrelli delle dita.
Lasciamo lievitare fino al raddoppio alla temperatura ideale di 28°C.
Terminata la lievitazione, pratichiamo dei tagli sulla superficie o bucherelliamo la focaccia con i rebbi di una forchetta.
Doriamo la superficie con un'emulsione di 20 g di latte, un pizzico di sale o di zucchero e un uovo leggermente sbattuti.
Cottura: nel forno già preriscaldato, a 210 °C per circa 20 minuti.
















Con questa ricetta partecipo a Panissimo #48, 
la raccolta di lievitati dolci e salati ideata da Sandra di Sono io, Sandra,
e Barbara, di Bread & Companatico, questo mese ospitata da me Sono io, Sandra”






Insalata di farro e salmone al profumo di limone



Il lunedì è una giornata in cui serve la giusta carica e tanta leggerezza dopo il fine settimana.
Oggi la mia pausa pranzo è di farro, valeriana e salmone. 







Ingredienti per 2 persone
Tempo totale circa 30/40 minuti

  • 100 g di salmone affumicato 
  • il succo di mezzo limone o quantità differente in base al gusto personale
  • sale fino per condire quanto basta (non esagerate perchè il salmone è già molto sapido)
  • olio extravergine d'oliva per condire quanto basta
  • 100 g di farro
  • 100 g di valeriana o songino 


Lessiamo il farro in una pentola con 1,5 litri di acqua salata per circa 20/25 minuti.
A fine cottura scoliamo il farro e lo versiamo in un recipiente d'acciaio, inserito a sua volta in un altro recipiente d'acciaio pieno di ghiaccio. In questa maniera blocchiamo la cottura e manteniamo  belli i chicchi di farro.

Laviamo la valeriana e poi la scoliamo bene dall'acqua in eccesso.

Lasciamo marinare il salmone per 15 minuti con il succo di limone.

Prendiamo una terrina e uniamo tutti gli ingredienti. Aggiungiamo olio evo e sale fino a piacimento e mescoliamo.



Buona settimana




domenica 19 febbraio 2017

Crostata di frutti di bosco e composta di lamponi






Pronti per giocare 
con la pasta frolla?






Ingredienti per una torta per 8 persone

Per la pasta frolla:

  • 300 g di farina 00 per frolla
  • 120 g di zucchero
  • 180 g di burro
  • 48 g di tuorli
  • la buccia di 2 limoni biologici grattugiati 
Per la base di frutta:
  • 150 g di frutti di bosco (lamponi, mirtilli, more) 
Per la composta di lamponi:
  • 300 g di lamponi
  • il succo di 1 limone 
  • 1 cucchiaino di zucchero (facoltativo)

Cominciamo la preparazione della torta dalla pasta frolla, lavorando burro con zucchero, quindi i tuorli e infine la farina e la scorza dei limoni. Impastiamo tutto velocemente, sia che decidiamo di lavorare a mano o con la planetaria (in questo caso usando lo scudo), cercando di non scaldare l'impasto e di non formare la maglia glutinica. Appena gli ingredienti vengono assorbiti in maniera omogenea, smettiamo di impastare e compattiamo il panetto con le mani, avvolgendolo con la pellicola alimentare e riponendolo in frigorifero per un riposo ottimale di 12 ore. E' possibile lasciare la frolla in frigorifero anche per 30 minuti/1 ora, ma il risultato sarà differente.
Trascorso il tempo di riposo refrigerato, stendiamo la frolla con il mattarello, mettendo due fogli di carta forno sotto e sopra l'impasto, in modo da non dover usare della farina di supporto. Arriviamo fino a pochi millimetri di spessore. Ricaviamo due dischi della dimensione del nostro stampo o tortiera. Facciamo attenzione a misurare bene la base che farà da guscio e che dovrà aderire bene alla tortiera, tenuto conto anche dell'altezza dello stampo, mentre ritagliamo un semplice disco di frolla per la copertura della torta, che invece non dovrà tenere conto dell'altezza.
Copriamo e riponiamo in frigorifero fino all'utilizzo.

A parte prendiamo un pentolino da mettere sul fuoco basso, nel quale verseremo i lamponi, il succo di limone ed eventualmente lo zucchero. Cuociamo per qualche minuto fino ad ottenere una composta di lamponi. In questo caso e per questo specifico utilizzo non c'è bisogno di tenere da parte della frutta fresca da amalgamare alla composta cotta perchè non dobbiamo preoccuparci di preservarne il colore originale del frutto. La torta andrà in forno e verrà coperta da uno strato di frolla. I lamponi sono molto morbidi e si sfalderanno, ma eventualmente verificatene la consistenza e frullate tutto con il mixer ad immersione.

Riprendiamo dal frigorifero il nostro guscio di frolla nella tortiera e versiamo al suo interno un primo strato di frutta fresca (vedi lista degli ingredienti) e sopra la composta di lamponi. 

Copriamo con il secondo disco di frolla e facciamo aderire bene i bordi, schiacciando lievemente con i rebbi di una forchetta. Aggiungiamo eventualmente dei decori di frolla (io ho messo 3 stelline di frolla).
Possiamo anche "coppare" il disco di frolla con degli stampi con formine e piacimento o con lettere che permettano di scrivere nomi o auguri di vario tipo, come indicato nella prima foto in alto.

Riponiamo ancora in frigorifero per 30 minuti, coperta con pellicola alimentare, prima di cuocere in forno.

Cottura: 170°C per circa 30 minuti (fino a doratura).

E' buonissima, provatela.













venerdì 17 febbraio 2017

Cheesecake cacao e frutti di bosco



Pomeriggio di cacao 
e frutti di bosco








Una buona giornata
si vede subito
sin dal suo inizio




Facciamo una cheesecake? 

Per la base (tortiera rotonda diam. 22 cm)
  • 250 g dei miei biscotti al cacao e vaniglia (potete usare anche altri biscotti secchi neutri oppure al cacao, solo alla vaniglia o di entrambi i gusti, se li avete)
  • 70 g di burro (85% m.g.) morbido


Mettiamo burro e biscotti in un mixer e sbricioliamo tutto. Disponiamo il composto sul fondo della tortiera e livelliamo bene. Dovremo avere una base di 1 cm di spessore. Copriamo e facciamo riposare nel congelatore per 30 minuti.

Per il secondo strato
  • 250 g di mascarpone
  • 50 g di zucchero semolato
  • 100 g di uova
  • 40 g di burro in pomata
  • 30 g di cacao amaro
  • i semi di mezzo baccello di vaniglia 
  • 100 g di panna montata al cioccolato 

Mettiamo tutti gli ingredienti in un recipiente e li amalgamiamo con una frusta. Lavoriamo per primi il mascarpone, il burro, le uova e lo zucchero, quindi il cacao e la vaniglia e, per ultima, la panna montata. 
Versiamo questo composto nella tortiera, sulla base precedentemente preparata e cuociamo in forno a 170°C per circa 30 minuti. Lasciamo raffreddare prima di aggiungere la frutta fresca, il croccante e lo zucchero a velo per la finitura del dolce.

Per la panna montata al cioccolato, procediamo come segue:
sciogliamo 20 g di cioccolato a bagnomaria o al microonde, facendo attenzione a non formare grumi. Nel frattempo montiamo la panna fredda con le fruste e poi aggiungiamo il cioccolato.


Per il top

Non ho fatto una gelatina o una copertura. Ho scelto di adagiare della frutta fresca (mirtilli, more e lamponi misti) disponendoli a piacimento come nella foto e ho aggiunto dello zucchero a velo.
Ho aggiunto anche del croccante (potete ometterlo se non avete tempo di prepararlo). 
Per il croccante ho usato:
  • 25 g di burro morbido
  • 25 g di zucchero
  • 10 g di mandorle tritate
  • 10 g di nocciole tritate
  • 2 g di farina di cacao
Ho impastato gli ingredienti con le mani, lavorando dapprima il burro con lo zucchero e poi aggiungendo la frutta secca tritata e il cacao. Ho sbriciolato tutto su una teglia foderata e poi infornato a 160°C per circa 10/12 minuti. Dopo aver fatto raffreddare, ho preso dei pezzettini di croccante e li ho disposti sulla frutta fresca, come decorazione della torta.















giovedì 16 febbraio 2017

Piadina con spinaci e Raspadura Lodigiana






C'è sempre una soluzione a tutto
C'è sempre una soluzione
anche quando non è subito visibile e chiara
C'è sempre una soluzione a tutto







Il mio pranzo di oggi è velocissimo. Ho preparato le piadine in anticipo con l'impasto della ricetta di Cristina Lunardini e l'ho farcita con degli spinaci freschi, cotti al momento e una bella manciata di Raspadura Lodigiana.
Voi conditela come preferite, ma provate a farla in casa anzichè acquistarla perchè è tutta un'altra cosa!



Ingredienti:

  • 500 g di farina debole tipo 00
  • 1 uovo (l'uovo dona all'impasto più sapore, un colore più scuro e una consistenza più compatta)
  • 50 g di olio extravergine di oliva (la ricetta originale prevede lo strutto)
  • 100 g di latte
  • 110 g di acqua
  • 10 g di sale
  • farcitura a piacere in base al gusto personale


Preparazione
(tempo 2 ore circa, 
comprensive di riposo dell'impasto):


Mettiamo la farina nel classico modo "a fontana", come si fa per preparare l'impasto della pasta fresca fatta in casa, poi rompiamo all'interno l'uovo, versiamo l'acqua, il latte, l'olio e il sale (eventualmente un pizzico di pepe nero) e impastiamo il tutto fino ad ottenere un impasto omogeneo. Lasciamo riposare l'impasto coperto con pellicola, per circa 2 ore nel frigorifero. Facciamo dei panetti piccoli in modo da ottenere, una volta che andremo a stendere l'impasto con il mattarello, delle piadine della classica dimensione rotonda.

Stendiamo gli impasti con il mattarello, aggiungiamo con una spatola un leggero strato di olio evo sulla superficie dei cerchi di pasta (per sfogliare), quindi arrotoliamo la piadina e la "chiudiamo" a forma di chiocciola, prima di lasciarla riposare ancora.

Stendiamo ancora con il mattarello gli impasti sfogliati, mentre accendiamo i fornelli per scaldare il testo. Cuociamo velocemente fino a doratura e infine farciamo a piacimento.

Io l'ho farcita con:
  • 2 manciate di Raspadura Lodigiana
  • 100 g di spinaci cotti velocemente in padella con un goccio di olio e l'aggiunta di un pizzico di sale fino




Conoscete tutti Cristina Lunardini, vero? Io ho imparato a fare la pasta fresca grazie a lei! Un pò anche grazie a mia mamma, ma mia mamma non ha mai gradito molto le persone in cucina mentre lei si dava alla preparazione del cibo... così ho ripiegato un pò sui libri e sui corsi. 
Le foto che seguono ritraggono Cristina Lunardini al Salon du Chocolat di Milano, tenutosi i giorni scorsi. Le ho scattato queste foto mentre preparava i mitici "Cappellacci al cacao con squacquerone, pere al guanciale croccante e formaggio di fossa".












mercoledì 15 febbraio 2017

Cioccolatino "Il cuore di San Valentino" per LILT Milano creato da Davide Comaschi




Il cuore di San Valentino è il nome del cioccolatino creato da Davide Comaschi, pluripremiato maestro pasticcere direttore della Chocolate Academy Milano, ideato con l'architetto Annalisa Gallo.
La vendita di questo cioccolatino è stata fatta soltanto all'interno del Salon du Chocolat di Milano, tenutosi i giorni scorsi al MiCo e ne sono stati venduti circa 800 pezzi al prezzo di 5 euro. La vendita è stata curata direttamente dai volontari della Lega Italiana Lotta ai Tumori di Milano, a favore dei bambini malati e delle case alloggio/accompagnamento terapia.
La forma del cioccolatino ricorda non a caso quella anatomica del cuore, ma quel che è ancora più importante, oltre al progetto di beneficienza a favore della Lega, è l'aspetto nutrizionale di questo cioccolatino. Il Maestro Davide Comaschi ha spiegato dettagliatamente durante i pastryshow del Salon du Chocolat, con l'aiuto della nutrizionista Chiara Manzi, lo studio e la ricerca che ci sono stati alla base di questa sua ultima creazione. Ingredienti come  panna e latte, normalmente usati per una classica ganache al cioccolato, sono stati sostituiti dall'acqua ottenendo una ganache senza caseina, così come si è pensato di fare un pralinato a base di frutta secca e frutti rossi, estremamente ricchi di sostanze salutari. Chi avrebbe mai detto che un cioccolatino potesse fare bene la cuore?





Vediamo insieme qualche scatto che ho fatto durante la preparazione del cioccolatino e il cuore di San Valentino finito, pronto da far sciogliere in bocca, che ho portato anch'io a casa dal Salon du Chocolat.












Il cioccolatino nelle sue sezioni
















martedì 14 febbraio 2017

Cecilia e Paul De Bondt al Salon du Chocolat Milano 2017








Cecilia e Paul De Bondt, pluripremiati cioccolatieri, sono giunti al Salon du Chocolat di Milano dalla loro Fabbrica del Cioccolato artigianale sita nel centro storico di Perugia, nella quale hanno introdotto il Bean to Bar (dalla fava di cacao alla barretta di cioccolato), per guidarci in una degustazione di 6 diversi tipi di cioccolatini.
Il cioccolato d'autore parla già da solo, ma farlo sciogliere in bocca sotto la guida di due maestri, è tutta un'altra storia. E' un pò come quando ammiriamo un bellissimo quadro che ci ispira infinite emozioni e quando invece lo stesso quadro, dopo che ci ha comunicato qualcosa, lo ammiriamo con l'aiuto di un bravo critico che ci svela tutto ciò che c'è da sapere al riguardo.
Vi lascio con l'acquolina in bocca... e vi auguro buona serata così. A presto.





Strudel di banane e cioccolato e quattro chiacchiere all'ora di merenda: O Captain! My Captain!









Faccio parte di quella generazione che durante la propria adolescenza, ha avuto la fortuna di vivere le emozioni di un bellissimo film, "L'attimo fuggente" del regista Peter Weir, con protagonista il bravissimo Robin Williams.
Io e i miei compagni di scuola di allora ci siamo emozionati e immedesimati in quel Carpe Diem e siamo saliti in piedi sui nostri banchi con un'adrenalina palpabile e vibrante, recitando quel "O Capitano, mio Capitano!". Ancora oggi, quando qualcuno ci chiede quale sia uno dei nostri film preferiti, noi rispondiamo essere L'Attimo Fuggente; quell'attimo fuggente visto e rivisto con la stessa emozione tante volte, dal cinema ai divani di casa. Ci si dava appuntamento per guardarlo insieme, una volta a casa di uno e poi dell'altra, inserendo quella cassetta VHS... che ormai sembra un reperto archeologico.

Fonte foto: Wikipedia

Perché vi racconto questa storia? Ve la racconto perchè oggi, a distanza di tanti anni, mi emoziono sentendo i racconti della mia piccola Giulia. Lei ha sei anni, è appena in prima elementare e mi racconta che, ogni volta che una delle maestre entra in classe, tutti gli alunni si alzano, applaudono ed intonano in coro il nome della maestra. Io ho la pelle d'oca ogni volta che me lo dice. Giulia mi dice anche: "Mamma, ma lo sai che tu sei uguale alla maestra? Parli come lei, dici le stesse cose e hai lo stesso tono di voce?". Non è un caso che questa maestra mi sia subito piaciuta... Mi è piaciuta ben prima che Giulia mi raccontasse queste cose e ho percepito da molto tempo il grande valore che un docente come lei possa portare a tutti, bambini e genitori. Sono estremamente contenta di tutti gli insegnanti e ho sempre pensato fin dall'inizio dell'anno scolastico che, nonostante le problematiche della Scuola italiana, noi siamo caduti in piedi, anzi su un piedistallo, e siamo stati molto fortunati nel trovare delle professioniste, a mio parere, di alto livello. Persone attente, preparate, che stanno facendo fare un bel percorso in senso lato ai nostri figli. Dalle nozioni scolastiche, all'aspetto socio-psicologico, studiare insieme, aiutarsi, imparare a chiedere aiuto, imparare a gestire tempi, emozioni, spazi, studio, ... senza dimenticare che l'educazione spetta comunque ai genitori e non la si può, non la si deve delegare a nessuno.

Chiacchierando con mia mamma al telefono e raccontandole queste cose, eravamo concordi nel constatare quanto siano diverse la sua generazione (come mamma di allora) e la nostra. Mi mamma era un pò attempata rispetto alle mamme delle mie compagne perchè aveva 40 anni quando sono nata e, 40 anni fa, era considerata una mamma un pò vecchina rispetto al trend di quell'epoca; comunque a quel tempo c'era un timore reverenziale nei confronti delle maestre, dei medici, delle istituzioni, persino dei dipendenti degli uffici pubblici. A volte, anche in situazioni non idilliache..., si faceva sempre un passo indietro e si pensava che le maestre o i medici avessero sempre ragione a prescindere.  Ovviamente non era e non è tuttora così. Ci sono bravi professionisti così come pessimi professionisti. Oggi invece la tendenza è esageratamente opposta. Si critica in primis e si pensa sempre che, al minimo "problemino" o presunto tale, le maestre o i medici debbano subito personalizzare il proprio lavoro o modificarlo in funzione di chi espone il problema o la critica. Non c'è più, da parte di molti e non di tutti ovviamente, l'attenzione al dettaglio, alla parola, al valore delle cose. Non c'è più capacità di dare tempo al tempo, si vuole vedere un quaderno pieno di pagine altrimenti si pensa che a scuola non si stia facendo nulla e non si riesce a riconoscere quel Capitano come Robin Williams ne L'attimo fuggente.
Dov'è quella generazione dei mei compagni che si emozionava salendo sui propri banchi? Perché molti miei coetanei si stanno comportando come il preside di quel film?
Lo scrivo in punta di piedi anche se per molti diventerò impopolare, rischiando di sembrare quel che non sono, ma lo scrivo con la massima umiltà: guardiamo oltre, guardiamo sempre oltre. 

E adesso? Ho ancora tante cose da raccontarvi che hanno a che fare con questo argomento e che ho ritrovato nei miei corsi di cucina (sia nei corsi che frequento, che in quelli che tengo io come docente). Ve ne parlerò nei prossimi articoli perchè è arrivato il momento di cucinare qualcosa di dolce e avvolgente. Venite in cucina con me che facciamo uno strudel con banana e cioccolato.





Ingredienti

Per la pasta:
  • 150 g di farina di grano tenero 00
  • 60 g di acqua
  • 20 g di olio extravergine di oliva
  • 1 tuorlo
  • 1 pizzico di sale fino

Per la farcia:
  • 3 banane taglia a pezzettini
  • 1 cucchiaio di miele millefiori 
  • 100 g di cioccolato al 70% da ridurre a pezzetti 
  • mezzo baccello vuoto (già privato dei suoi semi) di vaniglia. Questo è un modo per ottimizzare l'uso della vaniglia naturale quando i semi contenuti al suo interno sono già stati usati per un'altra preparazione.

Per decorare:
  • zucchero a velo a piacimento
  • emulsione di 1 tuorlo, un cucchiaio e mezzo di latte e un pizzico di zucchero semolato per pennellare la superficie dello strudel prima di cuocerlo 

Tempo totale stimato: 1 ora e mezza.


Impastiamo gli ingredienti della pasta e formiamo un panetto liscio e omogeneo. Copriamolo con pellicola alimentare e lasciamolo riposare in frigorifero per 30 minuti.
Stendiamo il panetto con il mattarello sul nostro piano di lavoro leggermente infarinato e ricaviamo una sfoglia sottile, di pochi mm di spessore.

Facciamo caramellare le banane con il miele e il baccello di vaniglia vuoto in una padella, sul fuoco basso, per qualche minuto. 

Adagiamo frutta e cioccolato sulla sfoglia, uniamo i lembi della sfoglia in modo da sigillare lo strudel da tutti i lati, lasciando eventualmente la giunzione nascosta nella parte inferiore.

Spalmiamo l'emulsione di tuorlo-latte-zucchero con un pennello da cucina sulla superficie dello strudel e poi inforniamo a 170°C fino a doratura e fino a che la pasta sarà croccante (circa 40 minuti).

Sforniamo, lasciamo raffreddare e completiamo con una spolverata di zucchero a velo.