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mercoledì 29 giugno 2016

Prato di fave


Da un pò di giorni la mia pausa pranzo è semplice, sana, naturale, piena di colori e leggera, per accompagnare meglio queste calde giornate di inizio estate.
Oggi vi propongo uno di questi piatti che molti di noi non proverebbero nemmeno, mentre ad altri piacerebbe moltissimo. E' un piatto fatto con pochissimi ingredienti, cucinato sia in una versione vegetariana che vegana. 
Chi ormai mi conosce sa che salto con disinvoltura dalla pasticceria carica di burro e zucchero ai piatti leggeri, attraverso i quali concentrarsi sul singolo sapore dei pochi ingredienti. Mi piace molto soffermarmi sul singolo sapore naturale delle cose. Unico vezzo? Un pò di fiori eduli su questo prato di fave e un ciuffo di coriandolo.
Dimenticavo: la consistenza del prato di fave dovete deciderla voi in base al vostro gusto. Io ho dato un aspetto un pò rustico e denso alla crema di fave, ma se preferite renderla più liscia e più liquida, basta regolarsi con una maggiore quantità di acqua/brodo/olio mentre frullate.













Ingredienti 
(per 4 persone):

  • 250 g di fave spezzate secche (senza buccia)
  • brodo vegetale o acqua per lessare le fave
  • olio extravergine di oliva quanto basta
  • sale fino quanto basta
  • una grattugiata a piacere di grana/parmigiano (per la versione vegetariana della ricetta) altrimenti omettere questo ingrediente
  • un ciuffo di coriandolo
  • fiori eduli a piacimento per decorare il piatto


Preparazione:

Mettiamo le fave in ammollo in un recipiente d'acqua per 24 ore.
Scoliamo le fave e lessiamole in una pentola con abbondante acqua oppure brodo vegetale (circa 2 litri) fino a che saranno diventate tenere.
Frulliamole con un pò di acqua di cottura, aggiungiamo un goccio di olio evo e una grattugiata di parmigiano (saltiamo quest'ultimo passaggio se vogliamo un piatto vegano). Io ho provato le due versioni e sono molto buone entrambe. A questo punto filtriamo la crema attraverso un colino ad imbuto con maglie larghe e serviamo con il coriandolo, i fiori eduli e un altro giro di olio a piacimento.








martedì 28 giugno 2016

Cheesecake con cipolla rossa al profumo di menta




Sono ancora in vena di cheesecake salate, così oggi vi propongo un'altra semplice e deliziosa versione e passiamo dalla cake "in forma" a quella nel bicchiere.






Ingredienti per 4 persone:


Per la base
  • Pasta sablé oppure 150 g di grissini/cracker/taralli da frullare con il burro
  • 70 g di burro
  • foglioline di menta fresca


Per il secondo strato al formaggio
  • 250 g di mascarpone
  • 100 g di ricotta


Per il terzo strato, il topping 
  • una cipolla rossa di Tropea
  • un goccio di olio evo
  • sale fino quanto basta
  • 1 fogliolina di menta sminuzzata



Prepariamo un primo strato croccante facendo una base di pasta sablè (nell'archivio del blog, a questa voce, trovate varie preparazioni con ingredienti e dettagli sul procedimento) oppure potete bruciare qualche tappa... e frullare burro e cracker oppure burro e grissini oppure ancora burro e taralli. Otterrete un composto sbricioloso che dovrete adagiare sul fondo del vostro stampo circolare (coppapasta da circa 8 cm di diametro), schiacciandolo e livellandolo bene con un cucchiaio. 
Io ho usato dei grissini che avevo fatto in casa con della menta fresca nell'impasto. Voi potete comunque frullare i vostri grissini con il burro e poi aggiungervi la menta sminuzzata a piacimento.
Prendete pertanto dei bei bicchieri, non troppo alti e cominciate a riempirli con questa prima base croccante.
A me piacciono le cheesecake basse con stratificazioni non troppo alte. Voi decidete in base al vostro gusto... A molti di noi piacciono le cheesecake con lo strato di formaggio molto alto e, in alcuni casi, anche con il topping molto spesso. Io vi consiglio comunque di fare un topping basso.

Per il secondo strato, quello a base di formaggio, ho deciso di usare del mascarpone (anche per rimanere in tema di prodotti del Lodigiano, la rubrica che sto portando avanti ultimamente) e ricotta per ammorbidire il tutto e per non rendere troppo compatto lo strato centrale. Ho amalgamato il tutto per bene e aggiunto questo composto sopra la base croccante, formando uno strato di circa 2 cm.

Per l'ultimo strato ho fatto stufare una cipolla rossa di Tropea in una casseruola con un goccio di olio, bagnando con un pò di acqua al bisogno. A fine cottura l'ho salata, frullata e infine l'ho insaporita con della menta fresca (usatene poca). Ho adagiato questo composto a base di cipolla rossa sullo strato di formaggio preparato precedentemente e fatto solidificare in frigorifero.


Dopo aver preparato ogni strato, riponete i coppapasta coperti in frigorifero per almeno 30 minuti per far solidificare.







lunedì 27 giugno 2016

Settimana de La Cucina del Mare nel Calendario del Cibo Italiano




Oggi si inaugura la Settimana de La Cucina del Mare nel Calendario del Cibo Italiano dell'Associazione Italiana Food Blogger e l'ambasciatore di questa settimana e di questa cucina è Fabio Campetti (clicca qui per aprire l'articolo). Vi consiglio di leggere l'articolo perché è molto ben articolato e molto interessante.

Io partecipo a questa settimana ricucinando un piatto di qualche tempo fa: gli spaghetti con cernia dorata in salsa di peperoni e zucchine.







Ingredienti per 4 persone
(Tempo circa di 30 minuti)


  • 2 zucchine
  • 1 peperone giallo
  • 1 spicchio d'aglio (facoltativo)
  • sale q.b.
  • olio evo q.b.
  • 4 filetti di cernia dorata
  • 250 g di spaghetti (o quantità diversa in base al gusto e alle abitudini)
  • una grattugiata di parmigiano/grana  (facoltativo)
  • sale grosso per la cottura della pasta
  • brodo vegetale
  • 1 rametto di timo

Preparazione


  1. Prendiamo una padella, facciamo scaldare un goccio di olio evo e l'aglio (facoltativo), quindi eliminiamo l'aglio e  aggiungiamo il peperone e le zucchine tagliati a pezzetti. Cuociamo velocemente in padella a fuoco vivo, bagnando con acqua o brodo vegetale.
  2. Terminata la cottura frulliamo il tutto con il mixer ad immersione e un goccio di acqua di cottura. Aggiungiamo un filo di olio evo, il sale (assaggiamo sempre per verificare la corretta sapidità) e, se ci piace, aggiungiamo anche una grattugiata di parmigiano/grana. Otteniamo così una salsa che useremo per condire gli spaghetti.
  3. Prendiamo una pentola con abbondante acqua, portiamo ad ebollizione, saliamo con sale grosso e cuociamo gli spaghetti per il tempo necessario indicato sulla confezione.
  4. In un'altra padella facciamo cuocere i filetti puliti di cernia con un goccio di olio evo e il timo fresco sfogliato. La cottura sarà veloce. Possiamo anche decidere di cuocere i filetti al vapore.
  5. A cotture ultimate, mettiamo la salsa di peperoni e zucchine in una padella, aggiungiamo la cernia cotta a parte e gli spaghetti lessati e scolati e facciamo saltare qualche secondo, amalgamando bene il tutto prima di servire.






Cheesecake salata al pesto genovese






Oggi vi delizio con un piatto estivissimo, semplice e fresco che ormai è diventato un classico sulle nostre tavole, sebbene abbia le sue origini oltre oceano: la cheesecake. Cuciniamo però una versione salata e la insaporiamo con del basilico fresco e con il pesto alla genovese.





Prepariamo un primo strato croccante facendo una base di pasta sablè (nell'archivio del blog, a questa voce, trovate varie preparazioni con ingredienti e dettagli sul procedimento) oppure, se avete poco tempo, ma volete "vincere facilmente"..., potete frullare burro e cracker oppure burro e grissini oppure ancora burro e taralli. Otterrete un composto sbricioloso che dovrete adagiare sul fondo del vostro stampo circolare (coppapasta da circa 8 cm di diametro), schiacciandolo e livellandolo bene con un cucchiaio. 
Io ho usato dei grissini che avevo fatto in casa con del basilico fresco nell'impasto. Voi potete comunque frullare i vostri grissini con il burro e poi aggiungervi delle foglie fresche di basilico.
Prendete pertanto una teglia o un piatto da portata, adagiatevi 4 coppapasta distanziati e cominciate a riempirli con questa prima base croccante.
A me piacciono le cheesecake basse con stratificazioni non troppo alte. Voi decidete in base al vostro gusto... A molti di noi piacciono le cheesecake con lo strato di formaggio molto alto e, in alcuni casi, anche con il topping molto spesso. Vi consiglio comunque di fare un topping basso perchè altrimenti una quantità di pesto eccessiva andrebbe a coprire gli altri sapori.

Per il secondo strato, quello a base di formaggio, ho deciso di usare del mascarpone (anche per rimanere in tema di prodotti del Lodigiano, la rubrica che sto portando avanti ultimamente) e ricotta, per ammorbidire il tutto e per non rendere troppo compatto lo strato centrale. Ho aggiunto qualche fogliolina di basilico fresco sminuzzata, quindi ho amalgamato il tutto per bene e aggiunto questo composto sopra la base croccante, formando uno strato di circa 2 cm.

Per il topping ovvero l'ultimo strato ho preparato un pesto alla genovese. 
Ho infine servito la cheesecake con un ciuffo di basilico fresco.


Dopo aver preparato ogni strato, riponete i coppapasta coperti in frigorifero per almeno 30 minuti per far solidificare.

Vediamo adesso gli ingredienti (per 4 persone) nel dettaglio:

Per la base
  • 150 g di grissini/cracker/taralli da frullare con il burro
  • 70 g di burro
  • foglioline di basilico fresco

Per il secondo strato al formaggio
  • 250 g di mascarpone
  • 100 g di ricotta
  • qualche fogliolina di basilico fresco sminuzzata

Per il terzo strato
  • pesto genovese già pronto oppure da preparare con:
      • 300 g di basilico fresco
      • 150 g di olio extravergine di oliva
      • 80 g di formaggio grattugiato (metà pecorino e metà grana)
      • 40 g di pinoli
      • 1 pizzico di sale grosso
      • 2 spicchi d'aglio

Frulliamo (oppure pestiamo nel mortaio) il sale grosso, l'aglio sbucciato e privato dell'anima, i pinoli tostati e un pò di formaggio. Uniamo quindi il basilico e l'olio (a filo e continuando a far girare le lame) e il restante formaggio. Lavoriamolo velocemente per non farlo ossidare e poi poniamolo subito in un contenitore d'acciaio all'interno di un altro contenitore d'acciaio contenente del ghiaccio.

Buona settimana d'inizio estate a tutti.







venerdì 24 giugno 2016

Il Lodigiano: due passi tra i luoghi della storia e un dolce al mascarpone











Oggi vi porto a visitare il Santuario di S. Maria della Fontana (secolo XVI) nel Lodigiano, sulla strada Lodi - Crema e non molto distante da Abbadia Cerreto, di cui vi ho parlato in uno dei precedenti articoli di questa rubrica dedicata al Lodigiano.






Ci sono testimonianze di una chiesa su questa stessa ansa dell'Adda che risalgono al XIII secolo e anche di una misteriosa fonte d'acqua potabile. I pescatori di questa zona, che erano molto devoti alla Madonna, decisero di costruire una cappella in questo particolare punto di acqua sorgiva, che rappresentava anche un tratto molto pericoloso del fiume a causa delle frequenti inondazioni.






La ricetta che invece vi propongo oggi è di un dolce semplicissimo e veloce da preparare a base di mascarpone. Ho scelto il mascarpone proprio perchè, oltre a piacermi molto e ad essere un ingrediente estremamente versatile in pasticceria, è originario di questo territorio.

Questo formaggio deve il suo nome alla parola dialettale "mascherpa", la quale si riferisce al fenomeno di aggregazione della panna del latte. 
Il vero mascarpone è prodotto dalla coagulazione della panna fresca riscaldata a bagnomaria a 90°C ed è un formaggio molto dolce, ha l'aspetto di una crema morbida e compatta e ha un colore bianco-giallo.

Ciò che differenzia oggi il mascarpone dal resto dei formaggi italiani è che viene prodotto tramite la coagulazione acida della crema di latte (aggiungendo un acido acetico o citrico, il succo di limone) anzichè attraverso l'aggiunta del caglio al latte ed è proprio questa coagulazione che permette di avere un prodotto così cremoso.
Dopo aver aggiunto l'acido acetico o citrico, bisogna dare tempo al formaggio di rassodarsi, mantenendolo in agitazione e poi bisogna porlo in teli di lino per qualche ora, per poter far colare il suo siero. 
Il mascarpone è un formaggio importantissimo per il Lodigiano e sono famosi anche i dolci fatti con questo ingrediente: si pensi al Tiramisù e ai Cannoli Lodigiani.




La ricetta prevede questi ingredienti (per 10 porzioni):


  • 250 g di mascarpone
  • 80 g di zucchero semolato
  • 80 g di nocciole  
  • 50 g di cacao al marron glacé
  • 2 uova
  • 1 yogurt alla pesca
  • zucchero a velo per spolverare dopo la cottura


Amalgamiamo tutti gli ingredienti in una ciotola, aggiungendo il cacao in polvere per ultimo. Mescoliamo bene con una frusta facendo attenzione a non formare grumi.
Se non abbiamo il cacao aromatizzato come indicato nella lista degli ingredienti, possiamo utilizzare del semplice cacao amaro.
Se non abbiamo lo yogurt, possiamo usare solo il mascarpone (300 g anzichè 250). 
Riempiamo i nostri stampi con il composto ottenuto (io ho usato uno stampo da mezze sfere in silicone ottenendo 10 porzioni) e cuociamo a 170°C per circa 15/20 minuti.
Sforniamo, lasciamo raffreddare e spolveriamo con dello zucchero a velo a piacimento.
E' un dolce che rimane molto morbido, da mangiare al cucchiaio.
Si può servire tiepido oppure freddo. Conservare in frigorifero e coperto.














mercoledì 22 giugno 2016

Insalata di riso integrale: è estate!











Se di risotto potrei morire, come non farmi tentare dalle infinite combinazioni di sapori delle insalate estive? Dalla più semplice alla più ricercata, ma che sia fresca, anzi freschissima.
L'insalata con riso integrale di oggi è forse la più semplice fatta fino ad ora, ma è una delle mie preferite. Rigenerarsi, rinfrescarsi e alzarsi da tavola leggeri. Oggi mangio con i piedi sull'erba!






Ingredienti
(per 4 persone):


  • 60/80 g di riso integrale a persona (o quantità differente in base ai vostri gusti ed abitudini)
  • sale grosso, sale fino e pepe nero quanto basta
  • qualche fogliolina di prezzemolo e basilico fresco
  • un goccio di olio extravergine di oliva per cuocere le verdure e un goccio per condire
  • uno spicchio d'aglio (facoltativo)
  • due zucchine
  • due carote






Preparazione:


Facciamo lessare il riso in abbondante acqua salata per circa 10 minuti. A fine cottura lo scoliamo e poi lo immergiamo per pochi secondi in un recipiente d'acqua fredda, per bloccare la cottura e lo scoliamo nuovamente. In alternativa possiamo scolare il riso dall'acqua di cottura e immergerlo in un recipiente vuoto, adagiato su un altro recipiente pieno di ghiaccio.

A parte cuociamo le verdure, lavate e tagliate a pezzetti irregolari, facendole saltare velocemente e a fuoco vivo in una padella con un goccio di olio. Se vi piace l'aglio, fate prima rosolare uno spicchio con l'olio e poi eliminatelo prima di aggiungervi le verdure. Bagnate con poca acqua o brodo vegetale al bisogno e togliete le verdure dal fuoco quando sono ancora al dente, regolando di sale e pepe e aggiungendo le foglie di prezzemolo.
Immergiamo le verdure in un recipiente vuoto, adagiato su un altro recipiente di ghiaccio per qualche minuto, in modo da bloccare la cottura delle verdure e mantenere un bel colore vivace.

Assembliamo il tutto, aggiungiamo un filo di olio e qualche fogliolina di basilico. Adesso apparecchiamo in giardino o sul terrazzo...






Torta bassa e morbida al cioccolato con amaretti e pesche





Oggi avevo proprio voglia del sapore delle pesche con il cioccolato, così ho impastato questa torta morbidissima (che prende spunto dalla precedente torta morbida con chantilly al cioccolato), ma è decorata e farcita con amaretti e fette di pesca fresca. Ho usato un cioccolato fondente 85% che è piaciuto tanto anche alla mia piccola Giulia, ma se preferite potete anche una percentuale inferiore. 
Per quanto riguarda l'altezza della torta, ormai sapete che mi piacciono le torte basse e per questo motivo ne ho preparata una bassa anche oggi, ma potete usare indifferentemente uno stampo classico per torta tipo Pan di Spagna e, se impasterete bene e non perderete l'aria incorporata nell'impasto, durante le fasi finali della preparazione, avrete una bella torta morbida e alta.


Ingredienti:

  • 100 g di burro
  • 100 g di cioccolato all'85%
  • 4 tuorli
  • 4 albumi
  • 60 g di farina setacciata almeno un paio di volte
  • 100 g di zucchero semolato
  • qualche amaretto per decorare
  • una pesca tagliata a fettine per decorare la superficie della torta
  • una spolverata di zucchero a velo a piacimento


Procedimento:

  1. Facciamo fondere il cioccolato a bagnomaria con il burro alla temperatura di 40/45 °C.
  2. A parte cominciamo a montare gli albumi e poi aggiungiamo lo zucchero poco alla volta.
  3. Aggiungiamo anche un tuorlo alla volta al cioccolato fuso con il burro e amalgamiamo.
  4. Uniamo gli albumi montati con lo zucchero al composto di cioccolato, burro e tuorli, mescolando il tutto con una spatola.
  5. Aggiungiamo anche la farina, amalgamandola delicatamente con una spatola (come si fa per il Pan di Spagna).
  6. Coliamo il composto ottenuto in uno stampo da forno e aggiungiamo le fette di pesca fresca e gli amaretti in maniera armoniosa e piacevole.
  7. Cuociamo a 170°C nel forno preriscaldato e facciamo la "prova dello stecchetto" per verificare la cottura. Io ho impiegato circa 30 minuti.
  8. Facciamo raffreddare e spolveriamo con dello zucchero a velo a piacere.


Si potrebbe anche far saltare le fette di pesca in padella con del burro e poi far sfumare con del vino bianco per pochi minuti, prima di adagiarle sulla superficie della torta. Avremo in questo caso maggiore gusto e morbidezza. A voi la scelta, come sempre.











lunedì 20 giugno 2016

Il Lodigiano: due passi per il centro di Lodi e un assaggio alla sua torta








Il 3 agosto del 1158 D.C. Federico I di Svevia (il Barbarossa) promosse la costruzione della città di Lodi a seguito della distruzione, ad opera dei milanesi, della preesistente città romana Laus Pompeia.
La città si estende su circa 40 chilometri quadrati, al centro della bassa pianura lombarda ed è attraversata dal fiume Adda e da molti altri corsi d'acqua, come tutto il territorio Lodigiano del quale vi sto parlando in questa rubrica. 
Anche la città di Lodi, così come il territorio circostante, era in origine paludosa e insalubre e fu grazie all'opera di bonifica costante intrapresa dai monaci cistercensi e benedettini, nonché ai lavori di ingegneria idraulica (si pensi alla formazione del canale Muzza risalente al 1200), che la città e tutto il Lodigiano vennero bonificati e trasformati in una delle regioni più fertili di tutta l'Europa.










In queste foto vedete la Basilica Cattedrale della Vergine Assunta, nota come Duomo di Lodi, situata nell'elegante Piazza della Vittoria (sec. XII).
La sua costruzione risale al 1160, è in stile romanico ed è stata completamente restaurata nel 1958. E' una delle chiese più grandi della Lombardia e nella sua cripta sono conservate le spoglie di San Bassiano.
Se siete da queste parti vi consiglio di fare un giro tra le eleganti vie del centro e di fermarvi a bere un caffè in questa bella piazza, magari in occasione della Rassegna Gastronomica del Lodigiano, che si tiene normalmente ogni anno tra ottobre e dicembre, oppure durante il fine settimana di Le Forme del Gusto che si terrà il 24 e 25 Settembre 2016.










Adesso prepariamo la nostra ricetta. Potevo forse evitare di sfornarvi il tradizionale dolce di questa città?
Vi avevo già fatto questa torta in un precedente articolo dello scorso 27 aprile 2015, ma questa occasione è perfetta per riproporvela e per parlarvene ancora. 





La grammatura che vi propongo mi è stata insegnata al corso di pasticceria che ho frequentato a Lodi, tenuto dallo Chef S. Granata.





Ecco allora la ricetta:
  • 250 gr. di farina 00
  • 200 gr. di burro
  • 150 gr. di mandorle non pelate
  • 100 gr. di zucchero semolato
  • 2 gr. di sale


Impastate tutti gli ingredienti cominciando da burro e zucchero. Se avete una planetaria, impastate con lo scudo (gancio a K) burro e zucchero e poi aggiungete gli altri ingredienti, lavorandoli il minor tempo possibile, come si fa per la frolla.
Lasciate riposare l'impasto in frigorifero almeno 30 minuti e poi stendetelo in una teglia rotonda.
Preriscaldate il forno e cuocete a 170°C fino a doratura (circa 30 minuti). Lasciate raffreddare e poi spolverate a piacere con lo zucchero a velo.






E' un dolce simile alla torta sbrisolona ed è riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali come un prodotto agroalimentare tradizionale italiano. 






Buona passeggiata 
a spasso per il centro di Lodi
















sabato 18 giugno 2016

Il Lodigiano: tappa ad Abbadia Cerreto








Non siete stanchi di camminare? Oggi il tempo promette bene e questa pausa di sole e di tepore tra un temporale e un acquazzone, ci porta alla chiesa abbaziale dei SS. Pietro e Paolo di Abbadia Cerreto (Lodi).

Questa è una tappa famigliare dove ormai veniamo da circa una decina d'anni con cadenza regolare e dove, dopo una sosta rigenerante in questo luogo di calma e di pace immerso nella campagna, risalente al XII secolo, andiamo a deliziare il nostro palato presso l'Antica Osteria del Cerreto. 




I monaci cistercensi costruirono questa abbazia intorno al 1160 su una precedente fondazione del 1084. Si tratta di una chiesa semplice e lineare, alla cui essenzialità degli spazi corrisponde la sobrietà della vita dei monaci.














Dopo la passeggiata spirituale andiamo a sederci a tavola in un ristorante che a me e alla mia famiglia piace molto, in un ambiente curato, bello e dall'atmosfera famigliare: l'Antica Osteria del Cerreto, in via dell'Abbazia 5.




Gli ingredienti base del menu sono lodigiani, come la Raspadura (vedi articoli precedenti sul Lodigiano), ma non mancano anche piatti di altre tipicità. Noi qui apprezziamo sempre moltissimo i risotti e non saltiamo mai l'antipasto di salumi nostrani accompagnato dallo gnocco fritto.





















Dopo un pò di storia, di foto e dopo questo tuffo nella campagna lodigiana, non dimentichiamoci la ricetta di oggi! Ho scelto lo gnocco fritto, sebbene con questo termine si identifichi un piatto tipico dell'Emilia, perchè è sempre presente nel menù dell'Osteria e l'avevo preparato anch'io per uno dei primi post del blog.
La ricetta che avevo imparato e che faccio io a casa non prevede lo strutto, come da tradizione, ma l'olio extravergine d'oliva.

Vi saluto con questa appetitosa ricetta e vi aspetto per la prossima gita nel Lodigiano.





Ingredienti (per 4 persone):
  • 200 gr. di farina 1 macinata a pietra
  • 60 ml. di latte
  • 60 ml. di acqua (si può anche usare solo l'acqua)
  • 8 ml. di olio evo
  • 4 gr. di sale

Impastiamo tutto e formiamo un bell'impasto omogeneo e liscio da lasciare riposare coperto per 30 minuti.
Passato il tempo di riposo, stendiamo l'impasto con il  mattarello fino ad avere uno spessore fine e poi tagliamo tanti rettangoli di pasta da friggere nell'olio o nello strutto fino a doratura (meno di 1 minuto). Facciamo asciugare su carta assorbente e serviamo caldi.









giovedì 16 giugno 2016

Il Lodigiano e il riso: risotto con fagioli al vino rosso










Vi siete ripresi dalla camminata di qualche giorno fa nel Lodigiano e dagli assaggi di Raspadüra (vedi post precedenti cliccando qui)? Allora oggi andiamo a raccogliere il riso!

Il riso nel Lodigiano non manca, infatti da queste parti la sua coltivazione si estende su circa 2.000 ettari (vicino a Lodi e a Pavia) e crescono varietà di pregio tra cui il famoso Carnaroli, che in queste terre riesce ad esprimere il meglio di se.

Allora andiamo in cucina e prepariamo uno dei risotti tipici di questa terra: il risotto con fagioli al vino rosso.


Ingredienti per 6 persone:

  • circa 60 g di riso a persona (o quantità differente in base al gusto)
  • 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
  • 1 noce di burro
  • 1 etto di prosciutto crudo 
  • 300 g di fagioli 
  • a bicchiere di vino rosso
  • brodo di manzo o di pollo quanto basta 
  • sale fino e pepe quanto basta
  • mezza cipolla 
  • rosmarino, salvia e alloro quanto basta
  • una grattugiata di Granone


Preparazione


Facciamo tostare il riso nell'olio e nel burro e poi aggiungiamo il vino facendo sfumare, quindi saliamo e continuiamo la cottura bagnando con il brodo vegetale quando necessario. Saliamo circa 3 volte (dopo la tostatura, a metà cottura e verso fine cottura, ma facendo attenzione a regolare la sapidità con l'assaggio).
A parte prepariamo un soffritto con burro, cipolla e prosciutto crudo tagliato a dadini.
A fine cottura del riso (18/20 minuti) aggiungiamo il soffritto e i fagioli precedentemente cotti con le erbe aromatiche. 
Mescoliamo tutto, mantechiamo a fuoco spento con il Granone e regoliamo il sapore con un pizzico di pepe nero.












Fonte ricetta: Rassegna Gastronomica del Lodigiano










mercoledì 15 giugno 2016

Tartelette alla frutta e buona giornata!











Vi ho già fatto e rifatto crostatine e tartelette, vero? Le sapete fare benissimo ormai? Allora non perdiamoci in chiacchiere, tralasciamo tutti i consigli e le istruzioni sulla frolla o sulla crema (ormai sarete stanchi di leggerli...) e deliziamoci con occhi e papille gustative. Vi lascio solo gli ingredienti. A presto e buona giornata!


Per la frolla 
(per circa 8 crostatine):

  • 300 g di farina debole per frolla (io ho usato Petra Frolla)
  • 120 g di zucchero
  • 180 g di burro
  • 50 g di tuorli
  • la scorza di 2 limoni grattugiati (fate attenzione a non grattare la parte bianca che è amara)
  • zucchero a velo quanto basta per spolverare i dolci dopo la cottura


Per la crema pasticcera:

  • 400 gr. di latte intero
  • 100 gr. di panna (35% m.g.)
  • 150 gr. di tuorli
  • 150 gr. di zucchero semolato
  • 18 gr. di amido di mais
  • 18 gr. di amido di riso
  • 1 gr. di vaniglia in bacche o la scorza di 1 limone grattugiato

Per maggiori informazioni, cliccate qui e aprite direttamente l'articolo sulla crema pasticcera classica.


Per farcire:
  • i frutti che preferite! Se farcite la tartelette subito prima di servirla, potete fare a meno di usare la gelatina per la frutta. Aggiungete solo una piccola spolverata di zucchero a velo e degustate la frutta fresca al naturale. In caso contrario, spruzzate della gelatina sulla frutta e mantenete i dolci in frigorifero e coperti.


Nota:

I puntini neri che vedete sulla crema 
sono i semi della vaniglia in bacche.